sabato 31 ottobre 2015

Jenny Banti Pereira


In ricordo di Jenny Banti Pereira fondatrice del Chapter Ohara Italia


Il suo insegnamento e l'amore per l'ikebana rimarrà sempre vivo nei nostri cuori

Jenny Banti Pereira si è interessata di Ikebana dal 1955. Nel 1959 su invito di Houn Ohara si è recata in Giappone, per approfondire la conoscenza dell’ikebana Ohara, studiando con lo Yemoto stesso, durante la sua permanenza in questo paese si è dedicata anche allo studio dell’arte, della storia e della cultura giapponesi. Al suo rientro in Italia è stata incaricata di fondare la prima sezione europea della Scuola di Ikebana Ohara: il Chapter Ohara Italia.  
Dal 1960 in poi ha esteso la sua attività didattica con lezioni, dimostrazioni e mostre - come  Chapter e personali - in  Europa, Sud Africa, America del Sud e Medio Oriente. Si è recata ancora in Giappone per approfondire lo studio dell’Ikebana Ohara quasi ogni anno.
Nel 1971 le viene conferito il grado tecnico di I Master (Yemoto Ikkyu), il più alto della Scuola, raggiunto fino ad allora solo da altri 250 insegnanti.
Nel 1976 le viene conferito il titolo di Grand-Master (Kyōmu) per la prima volta conferito ad un occidentale. 
Nel 1980 è stata invitata a partecipare a Tokyo alla prestigiosa mostra Ikebana JUNIN-TEN, che si tiene ogni 24 anni, alla quale partecipano dieci capiscuola. 
Sempre nel 1980, in occasione del terzo seminario internazionale, fonda a Gargonza la European Ohara Teacher’s Association, della quale è stata presidente onorario, dopo essere stata presidente italiano dalla fondazione fino al 1988.
Nel 1989 le viene conferita dall’imperatore Akihito l’onorificenza  della Preziosa Corona, in riconoscimento del costante e valido contributo alla diffusione delle tradizioni e della cultura giapponese attraverso l’insegnamento dell’Ikebana. 
Nel 1997 il Consiglio dei Professori e il Caposcuola della Scuola Ohara le conferiscono  il titolo onorifico di MEIYO ICHIJIKIN, fino ad oggi conferito ad altri 250 insegnanti e, per la prima volta, a un insegnante non giapponese.
Nel 1999 dopo quarant’anni di presidenza, si dimette dal Chapter Ohara Italia e tiene per l’occasione all’Istituto Giapponese di Cultura una grande dimostrazione e una piccola mostra.  La casamadre in Giappone decide di sostituire al Chapter Italia, due Chapters: uno a Roma, l’altro a Milano. Jenny Banti Pereira è nominata Founder-Advisor di entrambi i Chapter.
Nel 2001 è stata invitata a partecipare alla mostra “Omaggio a Houn Ohara: cento materiali da lui introdotti nell’ikebana”, tenuta al Takashimaya Nihonbahsi a Tokyo, alla quale hanno partecipato i più importanti insegnanti della Scuola. Gli unici invitati dall’estero furono Jenny Banti Pereira e Mutsuo Tomita.
Nel 2002 viene nominata Presidente onorario dell’Istituto Italiano per la Decorazione Floreale per Amatori, I.I.D.F.A.
Jenny Banti Pereira è stata uno dei soci fondatori del “Giardino Romano”, Garden Club Roma.  E’ stata socia dell’AISTUGIA (Associazione Italiana Studi Giapponesi) dalla fondazione nel 1973, dell’EAJS, European Association Japanese Studies e uno dei soci fondatori dell’Associazione  Studio Arti Floreali, costituita nel 2002.
Suoi Ikebana permanenti figurano in collezioni private, Musei e Gallerie in Italia e all’estero.

PUBBLICAZIONI.
IKEBANA, Club degli Editori, Mondadori, 1963
IKEBANA, FILOSOFIA, RELIGIONE E TEORIA DEI FIORI, De Luca, Roma, 1969
IKEBANA OHARA in collaborazione con Houn Ohara, Shufunotomo, Tokyo 1970
IKEBANA, ARTE MERAVIGLIOSA DEI FIORI, De Vecchi, Milano,1976
IKEBANA PRATICO, Mondadori, Milano, 1982
IKEBANA, QUANDO I FIORI DIVENTANO ARTE, De Vecchi, 1987
L’ART DES COMPOSITIONSFLORALES, De Vecchi, 1988
L’ARTE DEI FIORI IN ITALIA  (parte Ikebana), Leonardo De Luca Ed., Milano 1991
CORSO DI IKEBANA, De Vecchi, Milano 1992

mercoledì 28 ottobre 2015

Invito Mostra Tabemono no bi

MUSEO D’ARTE ORIENTALE ‘EDOARDO CHIOSSONE’
Villetta Di Negro - Piazzale Mazzini 4N - 16122 Genova

Venerdì 30 ottobre 2015 alle 17.00
Inaugurazione della mostra
食べ物の美  Tabemono no bi
bellezza gusto e immagine della tavola giapponese 


Ordinata in sei sezioni, la mostra comprende circa 150 opere appartenenti alle collezioni del Museo Chiossone, tra cui dipinti, stampe policrome, lacche, porcellane e bronzi.
1. Introduzione.
Washoku, la cucina giapponese. Il cibo nell’antichità giapponese. Influenze dello Shintō e del Buddhismo sulle abitudini e i tabù alimentari giapponesi. Divinità del mare, dei campi e della cucina.
2. Ricchezze delle acque, dei campi e dei monti.
Pesci, pescatori e mercati ittici. Riso e sake. Prodotti dei campi coltivati, dei boschi e dei monti.
3. Suppellettili giapponesi da pasto in lacca e porcellana.
La tavola in casa. Gioire della natura e mangiare: suppellettili per merende e picnic.
4. Case da tè e ristoranti alla moda nel periodo premoderno.
Locali di ristoro nella capitale shogunale Edo.
5. Yōshoku, i cibi occidentali e i forestieri in Giappone.
Ricette d’importazione nel Giappone del secolo XVI. La tavola occidentale in Giappone e gli Olandesi di Dejima. Suppellettili da esportazione per la tavola occidentale.
L’apertura del Giappone alle relazioni internazionali alla metà del secolo XIX: i residenti stranieri di Yokohama a tavola visti dai Giapponesi. “Mangiar carne per illuminarsi”: le nuove abitudini alimentari di origine occidentale nel periodo Meiji (1868-1912).
6. Chanoyu e sencha.
Chanoyu, la cerimonia del tè classica e le sue tradizioni artistiche e collezionistiche. Sencha, il tè infuso alla maniera cinese: gli adepti nell’ambiente dei letterati bunjin e le suppellettili di gusto cinese
Info:
tel. 010 542285
Orari:
il 31 ottobre: 9.30-19.30; dal 1° novembre: da martedì a venerdì 8.30-18; sabato e domenica 9.30-18.30;
Chiuso il lunedì

lunedì 26 ottobre 2015

Gita al Labirinto della Masone

Passeggiando nel labirinto di bambù
cronaca di una piacevole domenica a Fontanellato

Arrivati in mattinata a Fontanellato per la visita al Labirinto e al Museo di Franco Maria Ricci per quasi un'ora e mezza ci siamo divertiti a girovagare nel labirinto. 


Nonostante la piantina per qualcuno non è stato facile ritrovare l'uscita ma durante il percorso ci siamo imbattuti in oasi di bambù particolari e molto belli, il parco ne conta venticinque specie diverse.


Abbiamo poi visitato il Museo con la collezione d’arte, eclettica e curiosa, che rispecchia il gusto di Franco Maria Ricci. Dalla grande scultura del ’600 a quella neoclassica, da nature morte con teschi a busti e ritratti dell’epoca di Napoleone, dalla pittura romantica e popolare dell’800 alle eleganze di epoca Déco. Per tutti noi è stata una passeggiata altrettanto piacevole che ha concluso, davvero nella bellezza, la nostra giornata insieme. 


Arrivederci alla prossima gita!



mercoledì 21 ottobre 2015

Ninfee e paesaggi acquatici con Annik Howa Gendrot

Ninfee e paesaggi acquatici
 a cura di Annik Howa Gendrot
Dall'1 al 5 ottobre si è svolto il seminario nel giardino di Latour-Marliac, vicino a Agen (Lot-et-Garonne)


Alcune maestre e socie del nostro Chapter hanno partecipato alla master-class guidata da Annik Howa Gendrot, Grand Maître de l'Ecole Ohara de Tokyo, nella splendida cornice del vivaio Latour-Marliac.
Durante le lezioni si sono approfonditi i temi legati all'utilizzo delle piante acquatiche nei paesaggi tradizionali e realistici ma non solo, i partecipanti hanno avuto la possibilità di raccogliere liberamente nel magnifico vivaio ninfee, loto e acquatiche, tutto il materiale necessario alle composizioni.



Il vivaio è stato fondato nel 1875 da Joseph Bory Latour-Marliac per la propagazione, la coltivazione e la commercializzazione di ninfee rustiche. Latour-Marliac aveva trovato il modo di ibridare le ninfee rustiche attraverso un processo che rimane tutt'ora misterioso. 
In quegli anni l'unica ninfea resistente in Europa era di colore bianco. Incrociando questa varietà bianca con altre varietà selvatiche provenienti dal Nord America, Latour-Marliac costruì una collezione di ninfee la cui tavolozza variava dal delicato giallo al fucsia e rosso intenso.



Nel 1889 Latour-Marliac espose la sua collezione alla Fiera Mondiale di Parigi, con la Torre Eiffel. Immersi nei giardini d'acqua di fronte al Trocadéro, gli ibridi fecero sensazione, vinsero il primo premio nella loro categoria e cosa ancora più importante, catturarono l'occhio del pittore Claude Monet.
Monet guardò alle piante come a una meraviglia e ne restò affascinato.
Poco dopo questa esperienza al Trocadéro, Monet acquistò la proprietà di Giverny e iniziò a costruire il suo famoso giardino d'acqua.



Dopo aver completato lo stagno a Giverny, Monet ordinò un quantitativo di ninfee da Latour-Marliac e sono stati proprio questi ibridi che divennero oggetto di famosi dipinti come Les Nymphéas, ora in mostra al Museo dell'Orangerie di Parigi.



venerdì 9 ottobre 2015

Dimostrazione Hiroki Ohara

 Dimostrazione di Hiroki Ohara 
Headmaster della scuola Ikebana Ohara

Venerdì 22 gennaio 2016 ore 16.00 
Giardino Botanico Meise 
Bruxelles - Belgio


In occasione delle celebrazioni per i "150 anni di amicizia" tra Belgio e Giappone Hiroki Ohara, assistito dal professor Kanamori, terrà una dimostrazione di ikebana presso il Giardino Botanico Meise.



Chi fosse interessato ad assistere alla dimostrazione può prenotarsi scrivendo a  grelpa.vervoort@skynet.be entro il 24 ottobre.

La manifestazione durerà circa 2 ore e sarà seguita da un ricevimento.


Botanic Garden Meise - Nieuwelaan 38 - 1860 Meise (Bruxelles) - Belgio - www.br.fgov.be

Il Botanic Garden si trova a circa 12 km dal centro di Bruxelles - 3 km da Atomium

E' raggiungibile con i mezzi pubblici:
dalla stazione Bruxelles Nord: bus "De Lijn" n. 250 o 251 (circa 15-20 min)

dall'aeroporto di Bruxelles: Bus n. 821

martedì 6 ottobre 2015

Evento Sumitomo

Il Chapter Ikebana Ohara per 

i 100 anni di Sumitomo Chemical

Nel mese di ottobre Sumitomo Chemical, azienda che appartiene alla grande famiglia di aziende giapponesi Sumitomo,  festeggia ufficialmente i suoi 100 anni di attività. Il Chapter Ikebana Ohara Milano è stato invitato a partecipare all'evento di celebrazione.



Lucia Circo, 2nd Term Associate Master, ha tenuto una conferenza di presentazione dell'ikebana ripercorrendone le tappe storiche e sottolineando la stretta interazione di quest'arte con la vita politica e sociale giapponese.



Lucia ha poi realizzato, con la collaborazione di Roberta Santagostino, alcune composizioni per decorare la hall e la sala riunioni.





Il Chapter Ikebana Ohara Milano ringrazia Sumitomo per la calorosa accoglienza e per l'attenta partecipazione di tutti i presenti.

Sumitomo Chemical

domenica 4 ottobre 2015

Le arti tradizionali giapponesi

Beppu-Take-Zaiku
l'arte del bambù

Nel XIX° secolo nella zona di Beppu i contadini costruivano oggetti in bambù per utilizzarli nella loro vita quotidiana. I turisti che frequentavano il paese per le cure termali cominciarono ad acquistarli come souvenir e ben presto questi manufatti in bambù divennero famosi. 
Ancora oggi questa provincia è uno dei più importanti centri di produzione di oggetti in bambù del Giappone.


La Maestra Artigiana Keiko Moriwaki ha tenuto a Milano, presso Densan - Japan Traditional Crafts Milano Square, dimostrazioni e workshop per mostrare come si creano questi oggetti secondo l'antica e straordinaria tecnica.

Alcune fasi della preparazione del bambù e la Maestra Moriwaki al lavoro
Ha spiegato che il bambù dopo essere stato raccolto viene fatto bollire in acqua e soda per ripulirlo e fatto asciugare all'aria aperta e al sole fino a che il suo colore non diventa giallo. Viene tagliato nella lunghezza adatta e poi diviso in sottilissime listarelle (Shikainami) che sono poi intrecciate.

Le listarelle di bambù vengono intrecciate in centinaia di modi diversi.


video

Durante il workshop ha mostrato come creare un cestino da ikebana con una forma classica. Viene chiamato "cestino delle quattro onde" per le curve nel bordo che richiamano nella forma le onde del mare.


L'arte del bambù è un'arte antica che i giapponesi proteggono con passione ed esercitano con straordinaria abilità anche oggi, creando oggetti unici di originaria tradizione.